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L'implantologia

La perdita dei denti è prima di tutto la perdita del proprio sorriso. Il nostro obiettivo è quello di evitare ai nostri pazienti il ricorso alle protesi
mobili, da sempre causa di disagi psicologici ed impedimenti sociali; questo accade sia che le protesi siano totali o parziali, in metallo o in resina.
Oggi , grazie all’implantologia, anche quando si perdono tutti i denti, a causa di piorrea o di carie che distruggono i denti naturali e i pilastri dei ponti, è
ancora possibile costruire delle protesi fisse che restituiscano non solo il sorriso ma anche il piacere di mangiare e di parlare correttamente.
L’implantologia moderna vanta oggi 50 anni di storia, di cui venti di sperimentazione ed altri trenta di esperienza clinica in tutto il mondo.
In questo arco di tempo la ricerca ha messo a disposizione dell’implantologovmateriali e tecniche sempre più efficaci, così da rendere possibili interventi chirurgici della durata di pochi minuti- senza uso di bisturi e di punti- oppure interventi di più lunga durata in anestesia locale o in sedazione cosciente con l’ausilio dell’anestesista, tutti con ottimi risultati.

Nell’ambito della chirurgia implantare esistono diverse soluzioni:

Chirurgia senza lembo: se vi è osso sufficiente il dentista-implantologo procede senza incidere i tessuti facendo un foro di soli 3 millimetri nella gengiva, attraverso il quale si introduce l’impianto nell’osso. Il tutto in pochi minuti e con poche gocce di anestesia

Chirurgia post estrattiva: in caso di estrazione di uno o più denti, l’implantologo può sostituire immediatamente la radice persa con un impianto e spesso ricorrere nella stessa seduta, se il dente estratto è in zona estetica, alla funzione immediata; il dentista-implantologo può quindi connettere all’impianto inserito nell’osso un dente artificiale che sostituisca il dente appena estratto conservando l’estetica del sorriso.

Chirurgia rigenerativa:nei casi di osso insufficiente si posizionano gli impianti in posizione corretta ( dove erano i denti da sostituire), facendo ricrescere l’osso perduto intorno agli impianti. Assolutamente indolore, rappresenta la vera sfida riabilitativa per il chirurgo-implantologo e per il paziente.

Rialzo del pavimento del seno mascellare: a causa della perdita dei molari superiori e della tendenza del seno mascellare ad espandersi, spesso non vi è osso sufficiente per mettere gli impianti nelle zone posteriori superiori. L’intervento consiste nel creare spazio al di sotto della membrana di rivestimento dalla cavità sinusale, inserendo dei materiali con proprietà osteo induttive che in 6 mesi si trasformano in osso adatto a ricevere degli impianti. Dopo anni di applicazioni cliniche differenti l’esperienza e l’uso di uno strumento ad ultrasuoni capace di lavorare selettivamente sui tessuti duri senza ledere la gengiva e la membrana del seno mascellare hanno portato negli ultimi anni ad alte percentuali di successo.

Chirurgia ossea con innesti: in caso di forti atrofie ossee per traumi o per edentulie di vecchia data, si ricorre alla rigenerazione di osso prima di inserire impianti. Sono gli interventi più complessi che solo in pochissimi casi richiedono l’anestesia totale ed molto raramente prelievi di osso da altre sedi, come l’anca o la teca cranica.

Chirurgia estetica: è la corretta gestione chirurgica dei tessuti molli intorno ai denti ed agli impianti, che conferisce alla protesi un aspetto naturale. Abbinata all’uso di corone in ceramica integrale consente di avere ricoperture di denti o impianti perfettamente mimetizzate e non distinguibili dai denti naturali.

Chirurgia assistita dal computer: è l’acquisizione più recente e rivoluzionaria. Grazie ad una doppia scansione TAC ed ad un sofisticato programma di computer si crea un modello in 3 dimensioni dell’osso del paziente e della sua futura protesi. Si pianifica la posizione degli impianti e grazie ad una guida chirurgica in resina è possibile inserire fino a 10 impianti in meno di un ora e consegnare al paziente una protesi fissa nella stessa giornata. Il tutto senza punti ,senza gonfiore e senza alcun dolore.

In particolare nella nostra attività ci avvaliamo della tecnica Nobel Guide messa a punto dalla Nobel Biocare che produce anche gli impianti con più
lungo follow up e con più studi clinici alle spalle. Per i casi di pazienti in cui l’aspetto ansioso del problema dentale è l’ostacolo più difficile da superare per riavere il proprio sorriso, si può ricorrere alla sedazione ambulatoriale con la presenza di un anestesista a fianco del chirurgo.
Questi tiene il paziente in uno stato di veglia collaborativa, ma completamente privo di ansia.


Articolo a cura del Dott.Marco Rossi, implantologo a Roma

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