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Impianti difficili

Gli impianti in situazioni cliniche “disperate”

In queste immagini si vede il primo molare con una grave lesione parodontale; in seguito alla sua perdita per effetto della parodontite (piorrea), la quantità di osso residuo non era sufficiente al posizionamento di un impianto senza che prima si procedesse ad un “rialzo di seno”.Nella seconda immagine si vede la finestra aperta nella parete anteriore del seno per elevare la membrana sinusale e nella terza immagine si vede l’impianto posizionato e circondato da osso

L’implantologia moderna differisce da quella di qualche tempo fa per il fatto che si possono mettere impianti anche in situazioni una volta ritenute impossibili.

Questo grazie ad una conoscenza più approfondita dell’implantologia, ma anche grazie a una crescita notevole della tecnologia in ambito dentale.

Fino a qualche anno fa, infatti, la mancanza di osso in una delle tre dimensioni dello spazio costituiva un limite  invalicabile per l’implantologo; oggi quasi nessuna condizione clinica viene ritenuta inadatta in senso assoluto alla soluzione implantare.

Questo significa che la conoscenza dell’anatomia e della fisiologia, nonchè il miglioramento delle tecniche chirurgiche hanno permesso al dentista-implantologo di sviluppare piani di trattamento e soluzioni implanto-protesiche innovativi e in grado di semplificare le situazioni.

Un esempio su tutti può essere quello dell’ “ALL ON FOUR”, tecnica ideata dal Dott.Malo, che permette di riabilitare con protesi fissa un’arcata edentula ( totalmente priva di denti) dopo aver inserito solo 4 Impianti che sostengono una protesi fissa avvitata di 12 denti!

Anche l’intervento di “Rialzo del seno mascellare” ( Sinus lift, elevazione del seno) oggi è molto più semplice e predicibile di una volta soprattutto se si utilizza uno strumento da Piezo Surgery.

Questa macchina consente di utilizzare frese per osso che tagliano per effetto di un meccanismo sonico e che non ledono i tessuti molli, sempre che vengano utilizzate in modo corretto.

Le conoscenze attuali e il rispetto rigoroso dei protocolli operativi rappresentano una svolta determinante nelle prospettive di riabilitazione per pazienti che una volta sarebbero state destinati alla protesi totale, cioè alla dentiera.

 

Articolo a cura del Dott.Marco Rossi, dentista-implantologo a Roma

 

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